Fascite plantare, ecco la soluzione

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La fascite plantare, una delle principali cause di dolore al tallone, è una condizione che colpisce il tessuto connettivo nell’ inserzione fascia plantare. Questa struttura tendinea e connettiva gioca un ruolo chiave nell’arco plantare collegando la base delle dita dei piedi al tallone e fornendo supporto al piede durante i suoi movimenti. Questo disturbo si manifesta con un dolore intenso, soprattutto al mattino o dopo essere stati in piedi per periodi prolungati, e può colpire chiunque, ma è più comune tra gli atleti e coloro che passano molte ore in piedi.

Nonostante i sintomi variano molto durante il suo decorso clinico, infatti il dolore che si prova al mattino durante i primi passi lascia il posto ad un dolore continuo. Questo si manifesta con maggiore intensità dopo periodi nei quali si rimane in piedi per un tempo prolungato. Un’altra azione che i pazienti riportano spesso come dolorosa è il salire le scale o camminare in salita, ciò si deve allo stiramento applicato sulla fascia plantare.

Cause e fattori scatenanti

La fascite plantare può essere scatenata da vari fattori, inclusi stress eccessivo sulla fascia plantare, scarpe inadeguate, obesità. Altri fattori particolarmente problematici per questi pazienti sono: una camminata errata e predisposizione genetica come il piede cavo o il piede piatto. Entrambe cause di tensione nell’aponeurosi plantare, che subendo una tensione continuativa inizia a deformare e degenerare il tessuto connettivo . Nonostante altre volte invece la causa risiede nella presenza di uno sperone calcaneare il quale irrita la fascia plantare, spesso però comprendere chi causa cosa non è semplice. Infatti non sempre è chiaro se lo sperone determini la fascite plantare o la fascite determini lo sperone.

Gli atleti sono particolarmente suscettibili a questa condizione a causa del carico eccessivo sulla fascia durante l’attività fisica. Specialmente i soggetti che applicano un grande stress come gli atleti che percorrono grandi distanze correndo o marciando. Un fattore da non tralasciare e che può influenzare il quadro complessivo infatti è rappresentato dal tendine d’Achille o dalla rigidità dei muscoli del polpaccio.

La fascia plantare e la struttura composta da tendine d’Achille e muscoli del polpaccio infatti lavorano in sinergia, un problema a livello del polpaccio può ripercuotersi sulla fascia plantare e vice versa.

Diagnosi

Per curare fascite plantare, è fondamentale riconoscere questi fattori scatenanti ed effettuare una diagnosi differenziale con altre patologie che causano dolore nella zona del tallone. Sono svariate infatti le strutture che usano come punto di ancoraggio la zona del calcagno o che passano in prossimità di esso. Non è raro infatti che un dolore nella zona del calcagno possa derivare infatti da strutture diverse dalla fascia plantare, se bene capiti che i sintomi siano analoghi.

Per una corretta diagnosi infatti occorre un’attenta anamnesi medica. In alcuni casi dovrebbe essere accompagnata da indagini di tipo strumentale come: raggi x, risonanza magnetica o ecografia. Queste prove hanno come scopo valutare tessuti come ossa, tendini e nervi periferici, con il fine di proporzione al paziente il trattamento con maggiore efficacia per il suo caso.

Tra le patologie che possono essere scambiate per fascite plantare troviamo:

  • Neuropatia di Baxter
  • Sperone Calcaneare
  • Sindrome del tibiale posteriore
  • Microfrattura del calcagno
  • Tendinopatia dei muscoli flessori del piede

Come curare la fascite plantare

La fisioterapia per fascite plantare è un trattamento conservativo molto efficace, dove il fisioterapista può utilizzare tecniche di terapia manuale. L’obbiettivo è quello di manipolare i tessuti molli e alleviare il dolore, migliorando la mobilizzazione articolare con il fine di migliorare la sintomatologia. Questo trattamento fisioterapico può essere integrato con altre modalità terapeutiche, come la terapia a freddo, gli ultrasuoni e la terapia laser o tecarterapia per fascite plantare per ottimizzare i risultati.

Nel contesto della terapia per gestire la sintomatologia derivante dall’infiammazione della fascia plantare, oltre alla terapia manuale, il fisioterapista può proporre esercizi specifici per rafforzare i muscoli del piede e promuovere la stabilità articolare.

Modalità terapeutiche

Gli esercizi di stretching e mobilizzazione articolare sono efficaci anche per mitigare il dolore e accrescere la flessibilità del piede in particolare nella fase cronica. Si è comprovato in vari articoli scientifici, come gli esercizi volti al rinforzo della muscolatura profonda del piede possano offrire un prezioso sostegno all’arcata plantare, ciò permetti di ridurre la pressione che viene esercitata durante il cammino sulla fascia plantare e sul tendine d’Achille.

Nel contesto degli esercizi trovano anche grande applicazione gli esercizi di propriocezione. Infatti i pazienti che soffrono di fascite plantare spesso riportano una distribuzione anomala del peso. Questi soggetti infatti tendono in maniera sistematica a sfuggire dal dolore, sovraccaricando di conseguenza la parte esterna della caviglia. Questa propensione espone quindi ad un elevato rischio di soffrire distorsioni. Grazie ad un programma disegnato ad hoc di esercizi propriocettivi e di rinforzo è possibile ridurre ed eliminare questa tendenza. Producendo anche un effetto positivo sul gesto del cammino del paziente.

Plantari

In alcuni casi, possono essere raccomandati plantari o ortesi per sostenere il piede. Grazie a questi infatti si raggiunge l’obbiettivo di ridurre lo stress sulla fascia plantare. L’obbiettivo è distribuire il peso in maniera maggiore sulla parte anteriore del piede, per questo infatti si una un rialzo sul tallone. In questi casi si trova anche molta utilità nella mobilizzazione dei tessuti molli del piede e delle ossa che compongono il piede, ciò ha come finalità quella di aumentare i micromovimenti che si realizzano tra le ossa.

In questo modo è possibile ridurre in maniera considerevole lo stress meccanico che viene applicato sulle strutture come la fascia plantare. Spesso il trattamento si avvale anche di una tecnica come una fasciatura per bendaggio che riduca la tensione sulla fascia. Questo in combinazione con un plantare per fascite, appositamente disegnato e confezionato da un podologo.

Dopo aver ridotto il dolore e migliorato la funzione del piede, il fisioterapista può elaborare un programma di riabilitazione per assistere l’atleta nel ritorno allo sport. Questo programma include esercizi mirati a rafforzare i muscoli del piede e a incrementare la stabilità articolare, oltre a consigli sulla tecnica di corsa e sulla selezione delle scarpe da corsa appropriate. A volte, può essere utile un plantare per fascite o un bendaggio fascite plantare per fornire supporto aggiuntivo.

Conclusione

In conclusione, la fascite plantare è una condizione dolorosa che può essere efficacemente trattata con il trattamento fisioterapico. Questo trattamento non solo allevia il dolore e migliora la funzione del piede, ma contribuisce anche alla prevenzione di ulteriori complicazioni. Tecniche come la tecarterapia per la fascia plantare possono essere particolarmente benefiche per evitare l’insorgenza della sindrome da stress mediale della tibia. Inoltre, il fisioterapista può fornire consigli sulla tecnica di corsa e sulla scelta delle scarpe da corsa per aiutare l’atleta a tornare allo sport in sicurezza come raccomandato dalla società italiana per il trattamento della caviglia e piede

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